Novembre.
Questo è il mese delle riflessioni.
È quel periodo in cui ci si rende conto che manca un solo mese alla fine dell’anno e si inizia a passare in rassegna ciò che si è fatto e quello in cui, invece, siamo stati manchevoli.
Un po’ come Scrooge, nel canto di Natale, ci ripetiamo “cambierò, cambierò”.
O magari va tutto bene, siamo stati fedeli a noi stessi e abbiamo fatto ogni cosa a dovere, ma sentiamo comunque un vuoto, un crampo alla bocca dello stomaco.
Magari ci manca solo la leggerezza di una mano sul viso, che si chiuda in una carezza, o la forza di un abbraccio che ci stringa così forte che il cuore stesso, spostato un po’ dal suo alloggiamento naturale, sia preso alla sprovvista e non sappia se accelerare o rallentare i battiti.
Forse ci manca un’ emozione così dolce e intensa da farci piangere: ma non un pianto sommesso, no. Un pianto forte, liberatorio, di quelli che smuovano le spalle, la pancia, la testa e ti facciano chiedere come si possa respirare e lacrimare e ridere, tutto contemporaneamente e senza stramazzare al suolo in debito d’ossigeno.
Oppure ci manca la stima di qualcuno, che ci confermi che siamo diventati quello che volevamo essere, come se essersene resi conto da soli non fosse già abbastanza per farlo sembrare reale.
Non a tutto c’è una soluzione.
Ma c’è la cioccolata calda.
La cioccolata aiuta.
Che sia dolce, amara, piccante o speziata, va bene.
Va sempre bene.
Ti avvolge, ti accarezza ma, se serve, ti dà uno schiaffo di quelli fatti bene, che per un po’ brucia, ma poi ti fa vedere meglio le cose.
Non risolve, o perlomeno non sempre, ma aiuta ad avere una visione diversa delle cose.
Ho creato un piccolo kit, fatto di biscotti e cioccolata calda, per confortare, per premiare o, semplicemente, per arrivare tutti indenni alla fine dell’anno.
È una coccola, che potete fare a voi stessi o regalare a chi, secondo voi, ne ha proprio bisogno.
Per fare arrivare un vostro abbraccio ovunque vogliate.


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